Roma, 27 aprile 2012 – “Rapporto Energia e Ambiente dell’Enea – efficienza energetica, fonti rinnovabili e sviluppo delle reti per un’Italia che vuole crescere”. Si è svolta il 18 aprile a Roma, nella Nuova Aula dei Gruppi Parlamentari, la presentazione di questo resoconto alla presenza di Corrado Clini, ministro Ambiente e Tutela del territorio e del mare.
È seguita una tavola rotonda con Massimo Beccarello, responsabile Progetto Energia Confindustria, Tullio Fanelli, sottosegretario ministero Ambiente e Tutela del territorio e del mare, Fabrizia Lapecorella, direttore generale Dipartimento Finanze ministero Economia e Finanze, Giuliano Poletti, presidente Legacoop, Federico Testa, Commissione Attività produttive, commercio e turismo Camera deputati, Roberto Tortoli, Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici Camera deputati. Le conclusioni sono state di Giovanni Lelli, Commissario Enea.
“Il rapporto dell’Enea è molto interessante” – ha sottolineato Poletti – “dimostra la dinamica di transizione energetica a livello globale e come l’Italia, dopo molti anni di inerzia, abbia bisogno di una strategia energetica e di una strategia industriale”. “In Italia” – ha affermato – “la transizione necessita di una migliore pianificazione per due principali ragioni: il Paese è senza o quasi fonti energetiche, l’85% dall’estero e vive una recessione da cui si uscirà con un assetto produttivo diverso, modificato. Dal rapporto è evidente che la transizione apre a un modello di energia con maggiore equilibrio tra fossili e rinnovabili e quindi apre al modello di energie distribuite sul territorio”. “Questo modello, se gestito e programmato” – ha spiegato – “pone per il nostro Paese alcune questioni e opportunità: si sposa bene con un tessuto di pmi a rete e distretti e valorizza le peculiarità dei diversi territori”.
Poletti ha quindi sottoposto all’attenzione dei presenti alcune possibili alternative: “Per il futuro del fotovoltaico” – ha sottolineato – “è necessario valorizzare gli investimenti fatti e considerarli una buona spesa. È opportuno indirizzare con più forza la spesa rimanente verso l’autoconsumo, favorendo la nascita di nuovi soggetti aggregatori che possano valorizzare sul territorio, in collaborazione anche con gli EE LL, le centinaia di migliaia di cittadini che hanno già realizzato e che realizzeranno impianti di produzione di energie rinnovabili per autoconsumo, come dimostrano le decine di cooperative del sole che hanno aggregato centinaia di cittadini/utenti in progetti di solare-solidale per realizzare impianti nelle scuole pubbliche, nelle discariche dismesse o in cooperative di comunità”.
“Per quanto riguarda il V Conto Energia – ha proseguito – e in generale gli incentivi alle energie rinnovabili, si ritiene sbagliato scaricare sull’intera platea dei quasi 400mila piccoli produttori e consumatori, che hanno contribuito al successo della politica pubblica di incentivazione, un problema di inefficienza dovuto quasi esclusivamente agli interventi di natura finanziaria e speculativa sui grandi impianti. È pertanto oneroso gravare sui piccoli produttori e autoconsumatori di energie rinnovabili ulteriori barriere burocratiche, come il registro presso il GSE, mentre andrebbe ulteriormente favorita l’aggregazione tra questi soggetti in reti intelligenti virtuali che consentirebbero una migliore programmazione ed efficienza delle reti e tramite servizi di Demand Response e interventi collettivi di accumulo anche risparmi di oneri di sistema, che potrebbero contribuire a ridurre ulteriormente il costo in bolletta. Per un Paese che spende 60 mld (= quasi alla spesa per interessi sul debito; tutte e due sommati uguali alla spesa sanitaria) in gas e petrolio dall’estero – ha sottolineato – è prioritario avviare una campagna straordinaria e urgente per l’efficienza energetica. Ogni Kw, litro benzina risparmiato è uguale a (- Debito estero, - CO2 , + Pil, + lavoro). Perché l’efficienza energetica produce nuovi lavori verdi, usa per la maggior parte tecnologia e prodotti italiani e crea nuovi Pil”.
“Chiediamo pertanto al Governo” – ha dichiarato Poletti – “un Piano straordinario per l’efficienza energetica a partire dalla P.a., una semplice norma (come ha già iniziato a fare nel V Conto Energia) per cui ogni euro di incentivo di qualsiasi natura per la P.a. sia dato a quattro condizioni: che sia stato fatto un audit per sapere la classe energetica; che venga dato prioritariamente a chi ha la migliore classe energetica in modo che l’intervento abbia la migliore resa; che la P.a. faccia gare uniche su importanti agglomerati di proprietà immobiliare a cui i privati (Esco e Global Energy Service Company) che partecipano facciano offerte con investimenti a loro carico che verranno recuperati attraverso la diminuzione della bolletta energetica”.
“Lanciamo anche l’idea” – ha proseguito – “di riformare il Servizio civile giovanile consentendo ai giovani provenienti dagli ITIS e dalle lauree brevi scientifiche di fare un anno di Servizio, magari formati dall’Enea, e per fare audit energetici e creare un Albo energetico della P.a., come richiesto dalla nuova Direttiva europea sull’Efficienza.
Per ridurre il crescente costo dell’energia che penalizza fortemente le imprese e ha effetti inflattivi per le famiglie propone infine una accelerazione dello scorporo rete gas e reale liberalizzazione del mercato gas i cui maggiori costi pesano anche sulla bolletta elettrica; la pulizia delle voci improprie sulla bolletta elettrica (decommissioning interrompibilità, CIP6, varie) che vanno trasferite su fiscalità generale o abolite nell’ambito della delega fiscale; che sia favorita ulteriormente la liberalizzazione del mercato elettrico con la creazione di cooperative di utenti elettrici, magari partendo dalle cooperative di abitanti (500mila famiglie) o dalle coop di consumatori (7 milioni) consentendo loro di entrare da subito nel mercato tutelato fornendo servizi elettrici tramite l’acquirente unico.