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LEGACOOP - Con Cooperare con Libera Terra attraverso una raccolta fondi

Roma, 27 giugno 2012 – Le imprese cooperative di Legacoop e di Cooperare con Libera Terra, il network nato per sostenere il progetto Libera Terra, si mobilitano con una campagna di raccolta fondi straordinaria a favore delle cooperative colpite dai vili attentati incendiari che hanno devastato in queste ultime settimane più di 2mila piante di agrumi e 100 ulivi della cooperativa Beppe Montana Libera Terra nel catanese, 7 ettari di grano e 1.500 piante di pomodoro della cooperativa Terre di Puglia Libera Terra nel brindisino e 35 ettari di uliveti secolari, con danni a circa 4mila ulivi.

Il danno complessivo, senza tenere conto del mancato reddito dei prossimi 4 anni causato dalle colture danneggiate, è stimato in oltre 500mila euro.

 

“Risulta evidente il tentativo, da parte delle mafie, di rendere il più difficile possibile e di arrestare il processo di crescita e sviluppo delle cooperative di Libera Terra che stanno dando lavoro a oltre 150 famiglie e stanno raggiungendo importanti livelli di qualità produttiva e aziendale – sottolinea Gianpiero Calzolari, presidente di Cooperare con Libera Terra. Abbiamo sempre predicato la normalità e la quotidianità del nostro agire e del nostro sostenere con discrezione ma con continuità Libera e i giovani cooperatori di Libera Terra, ma di fronte ad atti straordinari come quelli accaduti in queste settimane occorre uno sforzo straordinario della nostra rete e del movimento cooperativo tutto come risposta netta e ferma a un tentativo di aggressione delle mafie. Noi ci siamo.

 

Secondo il presidente di Legacoop Giuliano Poletti: “Serve grande attenzione per quanto accaduto, senza sottovalutare nessun aspetto e cercando in ogni maniera di essere ancora più vicini alle cooperative colpite dagli attentati. I percorsi che si stanno costruendo con Libera Terra ci dicono che il cambiamento è possibile, che la legalità conviene. E questo percorso non sarà fermato.

Legacoop c’è perché la battaglia della legalità è la nostra battaglia per affermare ogni giorno diritti, lavoro, tutela del fare impresa in modo onesto e leale. Infine – aggiunge Poletti – insieme, tutte le cooperative di Legacoop, da quelle più piccole a quelle più grandi, e i singoli cooperatori possono fare molto e dare un segnale chiaro: noi stiamo con la legalità, stiamo con Libera e con quelle cooperative che, partendo dai beni confiscati, con fatica stanno costruendo imprese sane, pulite, di qualità e stanno creando opportunità vere di rilancio economico dei territori”.

 

A livello legislativo, sia Poletti sia Calzolari chiedono al Governo di attivare nuovi meccanismi di tutela portando avanti, per esempio, il DDL 983 - Istituzione del Fondo di garanzia e ricostituzione, che tra le varie azioni prevede la costituzione di un fondo volto a garantire, si legge nel DDL, “risorse per il ripristino dei beni a seguito di danneggiamenti dolosi, con evidente funzione di indennizzo e di deterrenza”, in relazione al sostegno alla continuità produttiva, indispensabile per garantire continuità e consenso sociale alle cooperative, quali motori dello sviluppo dell'economia legale nei territori mafiosi.

Le risorse economiche raccolte tra i cooperatori e le cooperative di Legacoop saranno destinate a sostenere investimenti sul know how e ai costi dei reimpianti delle colture, cercando di assicurare la continuità aziendale delle cooperative di Libera Terra colpite da questi vili attentati.

In particolare le risorse saranno destinate a garantire:

·      supporto tecnico aggiuntivo per il ripristino degli impianti dati alle fiamme, in particolare sugli uliveti e agrumeti;

·      supporto nell’acquisto di sementi di grano, piante di pomodoro, ulivi e agrumi, sistemi di irrigazione e di videosorveglianza.

La donazione potrà essere effettuata sul conto corrente bancario intestato a: Agenzia Cooperare con Libera Terra – Agenzia per la promozione cooperativa e della legalità. UNIPOL BANCA  - Codice IBAN IT 03 V 0312702403000000003566 con causale “Raccolta fondi straordinaria”.