Bologna, 3 luglio 2012 – Nel 2011 il Gruppo Camst è cresciuto del 6,55% in un settore, quello della ristorazione, dove la crisi, che non è certo terminata, si è fatta sicuramente sentire. Da quattro anni il Gruppo Camst colleziona risultati senza dubbio superiori alla media e da 34 anni bilanci in utile. Così anche il bilancio 2011 che, nonostante abbia dovuto pagare un inevitabile prezzo sul piano della redditività, dimostra come Camst abbia reagito contando su un modello imprenditoriale patrimonialmente e moralmente sano.
Il fatturato del Gruppo Camst, una delle realtà principali nel settore della ristorazione a capitale italiano, si attesta sui 978 milioni di euro, con un utile aggregato di 10,5 milioni di euro. L’incremento di fatturato di 60 milioni è concentrato in Camst (+ 9,8%), in Day Ristoservice (+ 15.2%) e nella tedesca L&D (+ 16,3%).
Rilevante è l’incremento di fatturato della controllata Day, che gode di un portafoglio clienti in grado di garantire risultati economici importanti.
La società tedesca L&D mostra un incremento di ricavi considerevoli, che la colloca tra le prime dieci società di ristorazione in Germania e al settimo posto nel settore della ristorazione scolastica.
Il risultato più significativo del bilancio 2011 della capogruppo Camst è rappresentato dall’andamento del costo delle merci e del costo del lavoro.
Il costo merci ha visto un miglioramento nell’incidenza percentuale rispetto al 2010, dovuto alle politiche di contrasto all’inflazione e ai fenomeni speculativi. La maggiore incidenza del costo del lavoro si giustifica con una precisa scelta di tutela dei posti di lavoro e con alcune nuove gestioni che hanno determinato un maggiore costo orario.
Difendere il lavoro e gli investimenti dei soci è una scelta strategica in linea con i valori della missione aziendale.
L’occupazione non ha particolarmente sofferto, tanto che il saldo positivo di 830 unità porta a 8.600 il numero dei lavoratori della cooperativa, che insieme a quelli delle altre società del Gruppo supera i 11mila dipendenti impiegati.
Inoltre il patrimonio netto consolidato (aumentato nel 2011 di 10 milioni di euro) ha consentito importanti investimenti per 16 milioni di euro e una mirata strategia di sviluppo: nuove aperture in centri commerciali e artigianali (Ravenna, Forlì, Faenza, Ferrara e Milano) con la conseguente acquisizione di nuovi clienti che hanno compensato le perdite determinate dal perdurare della crisi e della cassa integrazione.
Nel settore della ristorazione scolastica e sanitario-assistenziale l’andamento è stato positivo grazie all’acquisizione di nuove gestioni.
Nel settore della ristorazione aziendale, dove la crisi si è avvertita maggiormente, Camst ha acquisito importanti clienti, tra cui Banca Intesa.
Nel quadro complessivo dell’economia italiana Camst rappresenta una realtà importante nonostante in questo settore incidano notevolmente l’elevata pressione fiscale, i forti ritardi dei pagamenti da parte della Pubblica amministrazione e l’eccesso di burocrazia che, non soltanto creano un aggravio dei costi, ma non consentono nemmeno di agire con rapidità ed elasticità in un contesto nel quale è sempre più difficile fare impresa.
Nel futuro di Camst si profilano due priorità: l’attenzione al mantenimento dei posti di lavoro dei soci lavoratori da coniugare con la crescita e l’innovazione, realizzando prodotti competitivi in termini di prestazioni e funzioni d’uso.
In quest’ottica si colloca anche la recente apertura del nuovo Almaverde Bio Bar: un format innovativo che unisce tradizione e innovazione al fine di proporre una nuova offerta gastronomica ai consumatori, sempre più attenti alla salute e al benessere anche fuori casa.